mercoledì 31 agosto 2011

Toulouse: un ferragosto nella Ville Rose

Francia Tolosa
(Foto © Giovanna Malfiori)

"...Toulouse on t'explose..." - Zebda

Quando si viaggia è bello anche passare di palo in frasca; proprio come prendere un aereo sempre disponibile e dire al comandante semplicemente una parola che comunichi la destinazione. "Monsieur, Toulouse, s'il Vous plait".

Come per magia la Ville Rose si stendeva attorno a me e il mio cuore batteva.
Quanto tempo avevo sognato di andarci ed ero lì.
Sono una persona alla quale non piace molto la "Francia convenzionale": la Provenza è bella ma non mi ha rapito. La Costa Azzurra? Preferisco di no.
Nel mio cuore c'è l'occitana Tolosa, così distante da sembrare ancora più bella ... là infondo quasi in odor di Oceano Atlantico.

Sono arrivata in quel paradiso di mattoni rossi il giorno di Ferragosto. Non c'era nessuno e questo ha reso il mio primo incontro con quella città ancora più magico.
Le vie, il Capitole, la cattedrale, ogni singola piccola porzione di mattoni rosa sembrava accogliermi. La Garonne e il Canal du Midi scorrevano lenti e tranquilli in una città quasi fantasma. Faceva caldo ma niente era opprimente.
L'ombra era pochissima e il sole sembrava voler scovare ogni minima forma di vita, compresa me. Non so perché, ma quel giorno ho fotografato sempre in seppia e bianco e nero.
Proprio come quanto camminavo sulle rive del fiume di ritorno dal quariere di Saint Cyprien ed ho visto davanti a me una galleria fatta di alberi piegati verso il fiume. Sembrava esistere solo per portarmi in un altro mondo.

Mi sentivo a casa in quel momento, anche se camminavo sul quel suolo per la prima volta.
Mi sentivo sicura e rassicurata nel mio cuore come se qualcosa continuasse a dirmi "hai visto che è ancora più bella di come te l'aspettavi?".



Nelle mie orecchie la musica assumeva in continuazione connotazioni diverse ma costanti: gli Zebda e il perfetto inno alla loro città e Yann Tiersen.
Sembrava suonassero solo per me in quel momento.

martedì 30 agosto 2011

Liverpool: love at first sight (2)

Liverpool Eleanor Rigby Beatles

(Foto © Giovy)

 "... Eleanor Rigby
picks up the rice in the church
where a wedding has been
Lives in a dream"

Lei è seduta là, sola con i suoi pensieri proprio come i Beatles l'hanno immortalata.
Lei è seduta là, alla fine di Mathew Street... lì di fronte, a ridosso del Metquarter.
Molta gente le passa davanti ma non so quanti (viaggiatori o turisti) la notino.
Io personalmente la vado sempre a salutare, quasi come fosse un'amica da rivedere. Sarò strana ma quando ripenso alla sua canzone davanti a lei mi sale un'emozione grande e forte.



Diciamolo pure tranquillamente: per chi va a Liverpool per la prima volta, la tappa d'obbligo subito dopo essere scesi dall'aereo è andare alla scoperta proprio del quartiere di Mathew Street. Che ti piaccia la musica oppure no, lì c'è il Cavern e va assolutamente visto.
Lo stesso è successo a me, anche se la mia punta di interesse è andata più al Grapes che allo storico locale dei Beatles. 


Seconda tappa obbligata: Penny Lane.
La cosa più divertente è osservare la gente girare con la cartina di Liverpool in mano e cercare Penny Lane proprio vicino al centro. Chissà come mai l'essere umano è portato a pensare che le cose raccontate in libri, canzoni o cose simili siano tutte in posti facili da raggiungere o perfettamente nel centro città.
No, questa regola nel Regno Unito non vale.
Penny Lane si trova proprio verso la periferia, vicino a quel numero 9 di Newcastle Road doveva abitava John.
Il modo migliore per arrivarci è lasciarsi rapire da un autobus (il numero 86A è sempre una certezza).

Ed è là ... proprio là dove la gente normale vive e dove di turistico non c'è niente che Liverpool si lascia conoscere in tutta la sua bellezza, in tutta la sua storia e difficoltà di essere se stessa.



She's there, alone with her thoughts like the Beatles eternalised her.
She's there, at the end of Mathew Street just in front of Metquarter.
Many pleople walk everyday in front of her but I do not know how many (travellers or tourists) notice her.
I personally go meeting her anytime, as she was an old friend to visit. I'm a little bit strange and sensitive but I always feel excited and tender at the same time when I think about The Beatles' song in front of her.


Let's be honest: if someone is travelling to Liverpool for the first time, the mandatory stop after the aircraft landing is going to Mathew Street. Even though you do not like Beatles' music, Cavern Club has absolutely to be visited.


Second mandatory stop: Penny Lane.
The funniest thing for me is to observe pleople hanging around in Liverpool centre desperatly looking for Penny Lane.
As far as I am concerned, It's quite difficult to understand why human beings are used to think that places indicated in books or songs are always in the center. No, UK is really different.
Penny Lane is in the suburb, near 9 - Newcastle road where John used to live.
The best way to reach it is catch a bus (Number 86A is always good).
And there it is... there where normal people live, where nothing is touristic and there where Liverpool reveals its own inner beauty, personal history and wonderful severity.


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