giovedì 26 aprile 2012

Since 1916: Dublin

Viaggio in Irlanda

It's the same old thing since 1916, in your head in your head they are crying...

Non che sia particolarmente legata a quella canzone dei Cranberries ma ogni volta che penso a Dublino mi vedo camminare davanti alla General Post Office e la mia mente comincia a canticchiare.
Dublino ne ha vista di cotte e di crude, anche in epoche recenti.
Di questo ero ben cosciente quando arrivai nella capitale irlandese che tutto mi sembrava tranne una grande città.
Avevo in mente, in quei giorni, la storia di Bobby Sands (che poi avrei approfondito a Derry e Belfast), avevo in mente le storie mitiche del medioevo. Pensavo al viaggio del Titanic e pensavo anche a druidi, celti e compagnia bella. Pensavo ai Pogues e alla loro musica. Pensavo soprattutto alla storia dei primi del '900 perché mi colpì in modo assolutamente potente: la carestia (Famine, in inglese ... e tutte le volte che dico "ho famina" mi viene in mente), l'emigrazione, l'IRA, De Valera, Michael Collins e i primi tentativi di pace.
Il mio ostello si trovava vicino alla linea del Dart e vicinissimo al centro: buon indirizzo, facilmente raggiungibile e ben pulito. Un po' rumoroso il Dart dopo una certa ora ma sicuramente con il suo fascino.
In pochi passi da lì si arrivava su Custom House Quay, dove alcune sculture impressionanti ricordano quasi a caratteri cubitali cosa possa essere stata la carestia.
Camminando per raggiungere Temple Bar (fin troppo celebre per essere gustata al pieno) si percorre tutta Eden Quay per arrivare poi al ponte sulla Liffey all'altezza di O'Connel street. A prima vista sembra una strada più larga che lunga e, davanti agli occhi di chiunque passi di lì svetta quest'edificio tendente al neo classico.
Che sarà? Mi dissi quel giorno.
Non ci misi più di due minuti a pensare che quello fosse il General Post Office. Quello stesso edificio che saltò per aria per afferamare la pesante determinazione territoriale degli irlandesi.
Quello non è solo un ufficio postale: al pari di castelli, dimore storiche, siti neolitici, quel luogo è La Storia d'Irlanda... sempre quella con la S Maggiore che passa sopra ad ogni altra cosa.
Mi chiedo come possa sentirsi un irlandese doc ad andare a pagare una bolletta lì dentro o a spedire una lettera.
Siamo nel 1916, l'Europa è un marasma dopo il primo anno di Guerra Mondiale.
La Russia sta sobbollendo ed è pronta ad esplodere.
Il Governo Inglese ha già mille cose scottanti per le mani e manda, giorno dopo giorno, carne da cannone sui vari fronti europei.
Siamo davvero dentro quel momento che determina un prima e un dopo. Una sorta di turning point dal quale non si tornerà mai indietro.
L'Irlanda nel frattempo porta avanti la sua rivolta sotterranea: nasce l'Irish Republican Brotherhood e tra le sue fila possiamo vedere gente comune, poeti immensi (Yeats, ad esempio), gente abituata alla politica e gente che sapeva a malapena scrivere.
Ma non serve saper scrivere per sentire battere in petto l'amore per il proprio paese, un paese che geograficamente esisteva e che pretendeva la stessa esistenza politca.
Durante i giorni vicini alla Pasqua del 1916 ci fu il cosidetto Easter Rising e l'Irlanda da quel giorno cambiò.
Quell'atto, difficile da organizzare e anche da accettare, fu uno dei capisaldi della nascita dell'attuale EIRE.
Non ho mai amato la guerra e tendo ad analizzare atti di insurrezione guerriglia fino alla nausea prima di averne un'opinione.
E' così con questo tipo di insurrezione.
Ci furono tanti morti, ci furono feriti, ci furono perseguitati e torturati: la resistenza armata supportava quella parlamentare e viceversa.
Quell'atto, dovuto o meno, fu forte e impressionante.
L'Inghilterra, già provata dalla guerra, aprì uno spiraglio alla diplomazia e al dialogo con gli Irlandesi.
Nel 1918 lo Sinn Fein proclamò la prima Assemblea d'Irlanda.
Sarebbe bello se questa storia finisse qui, con una pace diplomatica e una stretta di mano.
Ma non fu così.

E' per questo che, camminando per le strade di Dublino, penso spesso a quanto sangue scorre sotto i miei piedi. E' per questo che una passeggia per Dublino non sarà mai, per me, niente di banale.

9 commenti:

  1. grazie mille! :)
    Divento rossa

    RispondiElimina
  2. A Dublino non ci sono mai stato, ma il giorno in cui mi deciderò (vedi soldi)di certo la guarderò con occhi diversi:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E quando deciderai di partire, scrivimi così aggiungiamo qualche critta al tuo itinerario

      Elimina
  3. Dublino... Penso sia meraviglioso...
    Ma grazie a te ho imparato a fare dei fantaviaggi stupendi :D

    RispondiElimina
  4. Non tutti sanno vedere certe cose nelle strade di una città e non tutti sanno raccontare bene come te.
    Amo Dublino, spero di tornarci prima o poi.
    Un bacio cara!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un giretto ce lo farei anchì'io volentieri... :)

      Elimina
  5. adoro Dublino, l'Irlanda è da anni sulla mia lista desideri. Certo che il Regno Unito lo conosci proprio a menadito...!!! grazie per la mail di ieri :)
    ciao!

    RispondiElimina

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...