martedì 9 ottobre 2012

Derwentwater: acqua e tanta ispirazione

Lake District Inghilterra
Vista da Friars Crag - Il Paradiso
 All pictures © Gianluca Vecchi 2012

Quello che vedete qui sopra altro non è che il panorama del quale potrete godere in quel di Friars Crag, Keswick, Lake District.
Non servono spiegazioni, ormai, per dirvi perché si chiami Lake District.
Quello che però vi racconto oggi include una piccola stranezza di toponomastica che spesso fa sorridere.
Il Lake District è ovviamente una regione piena di laghi.
In questa regione si concentrano non so quanti specchi d'acqua, più o meno grandi.
Uno solo di loro si chiama "Lake", tutti gli altri hanno il nome che finisce per "mere" (da leggersi proprio mèr e non mir, mi raccomando e significa Stagno), water e tarn (laghetto).
Molta di questa toponomastica è retaggio di antichi tempi nordico-vichinghi e sono stati applicati con non so che considerazione visto che l'unico Lake (il Bassenthwaite Lake) è più piccolo di qualche "mere" sparso in giro sul territorio.

Il Derwentwater è uno dei posti più belli e pacifici che io abbia mai visto.
Dal paese di Keswick non è direttamente visibile ma bastano pochi passi per trovarsi sulle sue rive bellissime.

La prima immagine che si scorge del Derwentwater
Verrete accolti non solo da un paesaggio a dir poco meraviglioso.
Verrete accolti dai versi del grande Samuel Taylor Coloridge che, proprio a Keswick, ha vissuto nei suoi anniu di sodalizio con la persona più nota dei Lakes, William Wordsworth.
Sulle scale che vi porteranno al lago risuonano i versi di Frost at Midfnight  che dicono così:

For I was reared
In the great city, pent 'mid cloisters dim,
And saw nought lovely but the sky and stars.
But thou, my babe! shalt wander like a breeze
By lakes and sandy shores, beneath the crags
Of ancient mountain, and beneath the clouds,
Which image in their bulk both lakes and shores
And mountain crags
 Fu proprio Keswick a far scoprire a Coleridge il gusto per una certa wilderness che lui del tutto ignorava.
Questo sentimento verso il selvaggio e la sua propensione poetica a guardare il mondo con gli occhi di un bimbo fecero sì che in lui nacquero mille parole, tradotte poi nei suoi magnifici versi.
La letteratura e l'arte potrebbero interessarvi oppure no. Personalmente sono un'invasata di poemi inglesi di quel periodo e adoro i quadri di Turner.
Molta di tutta questa produzione si deve proprio al Lake District e, pertanto, quanto arrivai lì la mia anima era già propensa alla commozione.
E' più forte di me, non riesco a tenermi.
Quando vidi il Derwentwater e lessi quei versi di Coleridge scolpiti nella pietra mi sono commossa perché ho sentito addosso a me la potenza di un luogo davvero incredibile.

Strane imbarcazioni sul Derwentwater

Malgrado quel giorno fosse domenica e le rive del lago fossero costellate di persone, io mi sentivo serena e in pace.
Osservavo quel blu del cielo riflettersi nel blu dell'acqua e vedevo tutto incorniciato dal verde dei monti.
Quel giorno ero stata a Castlerigg e quindi la mia anima era già spalancata al bello che poteva esistere attorno a me.
Io e Gian cominciammo a camminare dal lato del lago dove si possono prendere le barche.
C'è un sentiero ben segnato che si inoltra leggermente nei boschi lì attorno.
La freccia segnava Friars Crag e noi la seguimmo.
Arrivammo in un luogo che poteva essere l'immagine reale del paradiso.
C'era silenzio, del leggero vento, il sole che si rifletteva sull'acqua.
Una panchina, messa in modo di guardare il luogo.
Su questa c'era un'anziana signora inglese: composta nel suo essere vestita e pettinata bene.
Il foulard colorato puntato con una spilla, la borsa appoggiata sulle ginocchia e lo sguardo attento sul lago.
Osservava e stava in silenzio.
Mentre Gian fotografava, mi sedetti con lei.
"Nice weather, isn't it?" mi chiese lei, in perfetto stile inglese perché gli inglesi parlano sempre del tempo.
Sembra un luogo comune ma è verissimo.
Ci mettemmo a dialogare un po'. Mi chiese dell'Italia ed io le chiesi di Keswick.
Adoravo il suo accento così pulito e gentile.
Dopo un po' mi ringraziò per la chiacchierata, salutò e andrò via.
Gian venne vicino a me e mi disse "sembrava di sentir parlare la Regina" e, in effetti, la sua voce aveva lo stesso tono un po' stridulo, ma tanto bello.
Friars Crag è il punto che il poeta John Ruskin adorava.
Lui si sedeva lì e poi creava.
C'è da capirlo.
Io non so se il seme dell'ispirazione sia entrato in me quel giorno.
Quello che so è che ho dentro di me un ricordo così sereno da poter essere utilizzato in tutte quelle situazioni in cui hai bisogno di un appiglio per capire che il mondo è bello.
Il Derwentwater è il mio.

Respira: il mondo è bello - Friars Crag
Le foto sono © Gianluca Vecchi 2012, grazie!!

13 commenti:

  1. Serenità e pace con la natura è l'accoppiata migliori per poter creare. Quando penso a tutto quello che ho scritto testi di canzoni o disegnato e via dicendo mi rendo conto che è sempre stato a contatto con la natura. Probabilmente in questo luogo le forze degli elementi hanno dato potenza all'estro creativo, come dici tu, io ne sono convinta.
    Mette già serenità, il solo fatto di leggere di questo posto e ovviamente il merito va anche alla scrittrice!
    Magari era la regina ;)

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    1. Un mio prof dell'Università diceva che "L'Education Sentimentale" di Flaubert fosse un libro la cui lettura andasse imposta per legge. Perché insegnava una parte del vivere umano.
      Io imporrei invece un giro sulle sponde del Derwentwater come decompressione dalla vita quotidiana.
      Ci vorrebbe il teletrasporto per alcuni luoghi perché dovrebbe essere obbligatorio recarvicisi ogni sera. Per respirare a fondo, per recuperare noi stessi e per capire che la vita è altro rispetto al nostro quotidiano.

      Grazie per avermi dato parte del meritò a riguardo della serenità.
      Hai scritto una bellissima cosa per me :)

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  2. Il Lake District e' davvero un posto incantevole e tu mi hai fatto venire la solita nosalgia dell'Inghilterra che almeno una volta al giorno passa a trovarmi.

    Hehe, anche io spesso nei parchi mi fermavo a parlare con le "regine": un po' riguardo il tempo ed un po' riguardo la natura che da sempre mi affascina.

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    1. Il mal d'Inghilterra è radicato nel mio cuore e non mi lascia più.
      Tra chi legge questo blog c'è più di un Britalian.
      Bisognerebbe davvero partire sempre, ritrovare la perfida albione e sentirsi benissimo.
      Un punto in più sul tabellone della nostalgia!

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  3. Bello... e poi hai usato il termine "wilderness", che si pronuncia [uìlderness] e non [uailderness].. dovrò fare un post su questo termine...
    Ciaooo

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    1. Amo il termine wilderness e la sua pronuncia corretta.
      Lo trovo così inglese e soprattutto mi riporta con la mente a Keswick.

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  4. Bellissimo. Chissà quante altre persone abbia ispirato quel luogo. Bisogna che provi anch'io, un giorno.

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  5. Ed io ti auguro di andarci perché merita da matti :)

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  6. Questo posto è semplicemente fantastico!!!!!
    Da un senso di pace e beatitudine...
    Mi piacerebbe un sacco visitarlo. Non fosse per l'aereo... (ti ricordi vero della mia fobia? :D)
    Ti abbraccio

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  7. Già il luogo sembra poetico di per sè (le foto sono bellissime!), se poi ci si mettono pure i poeti e gli artisti a cantarlo, dipingerlo e descriverlo...beh, crollo sul serio!

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  8. @Devis: me la ricordo bene la tua paura dell'aereo!! :)
    Ma prima o poi andrà vinta, no? :)

    @Scrutatrice: prova a vedere quei luoghi dal vivo ... vedrai l'effetto...

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  9. I love the Lake District. Your post does a good job of capturing its appeal. Love yourt photos.

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    1. Thank you for your comment John :)

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