lunedì 8 ottobre 2012

King Orry si prende una birra


The Grave of King Orry Isola di Man
Vicino casa bianca sulla destra c'è la King Orry's Grave

 Giovedì eravamo rimasti in quel luogo meraviglioso che è la Tomba di King Orry.
Quel pomeriggio, io e Gian non volevamo proprio andarcene.
Ad un tratto trovammo la forza per lasciare quell'angolo nascosto di Isle of Man e tornammo sulla strada principale.
Con nostra immensa sorpresa, la meraviglia non era ancora finita.
Ci rendemmo conto solo il quel momento che, dal lato opposto della strada, imperara (è proprio il caso di dirlo) un altro stone circle.
Ci avvicinammo quasi intimoriti perché non ci aspettavamo di certo di trovare un altro pezzo di neolitico lì vicino a noi.
Questo Stone Circle è strettamente legato alla King Orry's Grave.


Isola di Man la tomba di Re Orry
Questo Stone Circle è dall'altro lato della strada, sempre in mezzo alla case
Secondo quello che ritengono gli archeologi si tratta di una zona religiosa e/o celebrativa.
Probabilmente qui avvenivano cerimonie, cose importante o altro legato alla vita della tribù che vi abitava in prossimità.
Il cerchio è molto particolare perché, al suo interno, vi è una sorta di camera sepolcrale aperta da un lato.
Il passaggio è stretto e si pensa che costituisse una sorta di punto per riti iniziatici o di espiazione.
Passare attraverso le pietre che formavano quella camera "nobilitava" o "riabilitava" la persona.
Queste, in parte, sono supposizioni perché non sono stati ancora effettuati scavi approffonditi sull'Isola e questo la rende ancora più magica.
Essere lì significa essere di fronte a qualcosa da indagare, qualcosa da conoscere, qualcosa di cui stupirsi.
Altro che Voyager!
Quando si è in un posto del genere non si vorrebbe più andar via ma noi, passo dopo passo, imboccammo Minorca Hill (la discesa che va verso il mare, non vi sbaglierete).
Camminammo circa un quarto d'ora in discesa con la volontà di gironzolare per Laxey.
La nebbia era mista a pioggia, la pioggia era la nebbia. Non si capiva cosa stesse bagnando i miei capelli.
Io mi dicevo semplicemente che ero avvolta dall'Isola di Man.
Alla fine della discesa, apparve davanti a noi quella cosa che tutti i viaggiatori spesso bramano: un pub.
Arrivando da Minorca Hill
Ma quello non era solo UN pub, quello era IL pub. Il Brew-Pub di Laxey.
Dovete sapere che a Laxey c'è un pub, il Shore per l'appunto, che produce la sua propria Real Ale.
Era proprio quello che, dopo tanta discesa, si presentava davanti a me.
L'atmosfera c'era tutta: nebbiolina, umidità, il mare in lontananza. E due viaggiatori con tanto di ponchos addosso per coprirsi dalla pioggia.
Non appena dentro il desiderio sembra quello di denudarsi dato il cambio di temperatura.
Non ci denudammo ma ci togliemmo felpa e poncho e andammo ad ordinare una buonissima birra, e qui lo si può dire, praticamente home made.



Il più piccolo pub indipendente delle Isole Britanniche
La birra del Shore Pub Hotel è ambrata, pochissimo gasata, alla temperatura giusta, amara quanto basta e con uno stranissimo retrogusto di zafferano che ti arriva qualche secondo dopo averla deglutita.
Era davvero la birra perfetta per quel momento e per il luogo nel quale eravamo.
Laxey, che prende il suo nome dal vichingo (e anche svedese attuale se non erro) Laxaa, ovvero salmone.
In antichità il torrente che scende dai monti al mare era risalito da branchi di salmoni.
Ora non so dirvi se sia ancora così ma vi posso raccontare che quel torrente gorgoglia così tanto, come volesse cantare.
Siamo stati al pub un bel po' per poi riprendere la salita di Minorca Hill per raggiungere la fermata dell'autobus per tornare a Douglas, la capitale di Mann, dove noi dormivamo.
La luce era lattea in quel pomeriggio, complice quella nebbia densa che nascondeva l'isola di Man dal mondo.


Laxey Shore Hotel

Andandomene da lì mi sentivo dentro una giornata d'autunno.
Dentro di me però avevo la primavera, come se ogni cosa vista quel giorno fosse stato un fiore piantato nel giardino della mia anima di viaggiatrice.

L'isola di Man è così.
Come quella scatola di cioccolatini tanto cara a Forrest Gump.


Le foto sono sempre  © Gianluca Vecchi 2012, grazie!!

3 commenti:

  1. Racconti di emozioni nordiche che a me mancano ti dirò la verità. Ho passato ormai quasi due anni senza toccare le sponde nordiche e questa sensazione di umidità che a molti darebbe fastidio a me personalmente fa impazzire.
    Mi avvolge e mi ritrovo nella creatività del luogo e nel passato. Mi manca proprio la spiritualità di questi luoghi o siti archeologici trovati per caso,
    che nessuno considera eppure riescono a creare serenità.

    Noi abbiamo vissuto questa esperienza di trovare per caso dei Dolmen in Scozia, eravamo soli in mezzo al nulla....nessuno...nessuno....sembrava di aver scoperto l'America ;)

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    1. Comprendo in pieno quello che dici.
      E' lo stupore che alimenta il cuore.
      Fa così bene, no?

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