giovedì 25 ottobre 2012

La Laguna: Tenerife in sala coloniale

Picture from DondeConoVamosHoy
Ci sono dei posti che, semplicemente con una passeggiata, sanno portarti dentro atmosfere diverse da quelle che immaginavi per quel dato posto.
E' un pensiero che ho spesso quando ripenso ai miei giorni a Tenerife.
Non sapevo che cosa aspettarmi dalle Canarie: pensavo ai resort straboccanti di turisti, pensavo alle bancherelle di souvenir.
Ero in aereo, da Madrid a Tenerife, quando mi apparve proprio quest'isola dall'oblò.
Sapevo dell'origine vulcanica, avevo letto la guida, cercato su internet mille immagini ma quando la vidi dall'aereo restai a bocca aperta per la sua asprezza incantevole.
Sembrava l'isola del tesoro saltata fuori dalla mia fantasia.
La cosa andò ancora meglio quando, una mattina, mi inoltrai per le vie, spesso in salita, di San Cristobal de la Laguna, meglio conosciuta con il semplice "la Laguna".
Dormivo lì e il primo giorno decisi di esplorare le vie che avevo solo intravisto, la sera prima, mentre digerivo un kebab buonissimo.
La Laguna non è proprio l'ultimo luogo sulla terra: è una città vera e propria, con tanto di università, tanti uffici governativi e sopratttutto un centro storico che è patrimonio universale dell'Umanità.
Non è difficile capirlo, vi basteranno pochi passi su quelle stradine acciotolate che, dopo tanta salita, sono tornate in piano.
La Laguna è stata capace di riportare la mia mente a certi paesini del Messico per la forma, i colori, la disposizione delle case e quelle inferiate alle finestre che sanno proprio di Sud America.
Non c'è da stupirsi se pensiamo che le Canarie vennere conquistate dalla Spagna in egual modo del Sud America. Non stupiamoci nemmeno ma pensiamo che, con tutta probabilità, proprio qui ci sono i primi esempi di architetttura coloniale spagnola.
Ammetto che fosse un flash, per me, in quei giorni, cammirare per La Laguna era come viaggiare nel tempo e nello spazio. Manco fossi il Doctor Who col Tardis!
Scherzi a parte, il centro è davvero un gioiello e rende il meglio di se durante le feste religiose.
La cristianità a Tenerife è molto marcata e assume a tratti quei segni macabri tipici di un certo tipo di celebrazioni Iberiche.
La Semana Santa, ad esempio, è un rincorrersi di processioni su processioni con tanto di gente incappucciata, flagelli o chissà che altro tipo di cilicio nascosto sotto le festi... che manco la Binetti!!
Nei miei giorni di La Laguna, le strade erano tranquille, appena appena ventose e splendidamente assolate.
Era la bellezza di un mondo lambito dagli Alisei, dove anche Colombo si fermò un po' di giorni prima di partire per l'America, nel lontano 1492.
Tutto sa di passato, quasi come fosse un po' polveroso ma colorato e bello.
Tutto sa di distanza dall'Europa perché le Canarie stesse sono una sorta di Nuovo Mondo tutto da scoprire.
Un mondo che si è reinventato sotto una dominazione che non gli è proprio andata a genio.
Tutto mi aspettavo da Tenerife tranne la profondità e la bellezza di quello che ho visto realmente con i miei occhi.
E La Laguna era solo l'inizio.
Poi è arrivato il Teide.
E poi un'isola intera. Anzi due.

4 commenti:

  1. Ma che bel posticino, se è patrimonio dell'Umanità un motivo ci sarà...parli sempre di posti fantastici, cara!

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    1. E pensare che lì è sempre un'eterna primavera... bello, no?

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  2. Hai scoperto una bella cornice per la tua passeggiata poi al Teide ;) Sinceramente anche io me la sarei aspettata come dicevi tu, un covo di turisti e villaggi, felice di sapere che qualcosa rimane sempre ancora meglio se è storico, se è da scoprire e colorato ;)

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  3. E' proprio un bel posto pieno di sorprese...

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