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mercoledì 5 settembre 2012

Ho fatto il Soda Bread

Ricetta Soda Bread
Il Soda Bread della Giovy - direttamente dal cellulare
Ecco... l'altra sera ho fatto il mio primo Soda Bread.
Ma che cos'è il Soda Bread!??! Niente di speciale, è solo del pane fatto col bicarbonato al posto del lievito.
Mentre gironzolavo per l'Inghilterra e l'Isola di Man un mesetto fa, mi capitava spesso di leggere "soda bread" nei menù dei vari pub, soprattutto nella parte "colazione".
Nel Lake District, noi dormivamo in un B&B davvero speciale di cui vi parlerò a breve.
Capitò così che una mattina feci colazione con delle buonissime uova alla benedict, prosciutto della Cumbria e soda bread.
Adoro la colazione inglese... ok, un po' pesantina, ma quando si è in vacanza e si cammina tutto il giorno non c'è niente di meglio che qualcosa come le uova col bacon. Ed io adoro il bacon.
Il Soda Bread è stato protagonista anche di momenti vissuti al di fuori della colazione.
Si tratta infatti di un alimento molto diffuso nella tradizione del Nord dell'Inghilterra e del resto delle Isole Britanniche.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli inglesi hanno vissuto per un periodo con la tessera di razionamento: un uovo,poca carne, poca farina, pochissimi grassi e zucchero. Le verdure arrivavano dall'orto e mangiava bene solo chi riusciva a coltivarle al meglio.
Il lievito era un sogno e si faceva lievitare l'impasto delle varie cake o del pane con la birra, se si aveva la fortuna di avere un pub vicino per recuperarne un goccio... oppure con il bicarbonato che, per fortuna non mancava.
Il Soda Bread è un pane che resta particolarmente morbido anche se non cresce molto.
E' importante lasciarlo lievitare almeno due ore e mezza in un luogo che resta un po' "caldino" e dove non ci sono correnti d'aria.

Ecco la ricetta:

  • 450g di farina
  • 300 ml di liquido (80% acqua - 20% latte)
  • un cucchiaino di sale
  • un cucchiaino di bicarbonato
  • un cucchiaino di zucchero
Ovviamente, come per tutti i pani, amalgamate farina, sale, zucchero e bicarbonato con i 300ml di liquido.
Impastate energicamente perché tutta la forza che metterete aiuterà la lievitazione.
Dopo le due ore e mezza necessarie per la crescita dell'impasto, mettete in forno (ventilato) a circa 220°.
Il forno dovrà essere preriscaldato.


Cosa ne faccio poi del Soda Bread una volta cotto?
Ma semplice!!

Vi consiglio di avere in casa due belli ovetti freschi e buoni.
Cucinateli a piacere.
Adagiate due fette di Soda Bread sul piatto.
Metteteci sopra del prosciutto (cotto) o del bacon a piacere e aggiungete i vostri ovetti.


Nelle isole britanniche sarebbe una colazione, da noi va bene anche per cena.
Il Soda Bread e le uova stanno benissimo con la salsa olandese.
Se vi mancasse quest'ultima, va bene anche della maionese.
Il fegato fa festa, il vostro umore pure... ma ogni tanto può andare bene.
La vita è già abbastanza complicata lo stesso!


La Nostalgia viaggereccia è una brutta bestia e va combattuta essenzialmente anche a tavola.

La Cena in Nostalgia Britanniae

sabato 19 maggio 2012

Dall'orto al piatto: la mia pasta al pesto

Jamie Oliver Food Revolution

Ok, io non solo ligure e non voglio appropriarmi di una super stella della cucina italiana, ma mi sento molto parente del pesto alla genovese. E su questo post attendo proprio un commento della genovesissima Miss Fletcher.
Quando ero piccola lo odiavo da matti, forse perché mio padre (è lui che fa la spesa e cucina in casa mia) si ostinava a prendere dei pesti pronti non del tutto freschi.
Poi è capitato che passassi molto tempo, quando avevo 19 anni, a casa di mio fratello ... che in Liguria ci vive proprio. Il suocero di mio fratello aveva un po' di terra e di basilico, in quell'orto, ce n'era moltissimo.
Lì ho cominciato a capire la differenza totale tra il pesto industriale e quello fatto con le proprie mani.
Manco a dirlo mi sono pazzamente innamorata del pesto fai da te che non ne ho saputo più fare a meno.
Se ho voglia di pesto, compro il basilico, pinoli, aglio e pecorino (di olio buono ne ho sempre a casa) e me lo faccio.
Mi metto lì col pestino e un recipiente apposito (ahimé non ho il mortaio in marmo ma prima o poi rimedio) e, tempo che si cuocia la pasta, il mio pesto è pronto.
E non c'è gara con nessuno di quelli comprati perché, solo nel toccare le foglie di basilico fresco, la casa si riempie di un profumo impareggiabile.
Piccola nota geografica: per il pesto alla genovese bisognerebbe usare il basilico genovese che è diverso da mille altre specie di basilico che ci sono nel nostro paese.
Non potendo reperire quello ligure D.O.P. mi appresto ad usare quello che cresce sul mio balcone magistralmente curato da Gian (e raccontato in un bel post di oggi).

Proprio come ho fatto l'altra sera, riuscendo a tirar fuori una cena buonissima in circa un quarto d'ora poco più. Se avessi dovuto pensare al fatto di prendere del pesto pronto al supermercato... beh... ci avrei messo più tempo.

Pesto della Giovy (così non mi approprio di una denominazione regionale che non ho):

  • almeno una quarantina di foglie di basilico fresco
  • un cucchiaio da cucina di pinoli
  • 3 cucchiai di pecorino (e se non l'avete va benissimo del Parmigiano)
  • Olio Extravergine d'oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • sale q.b.

Vi basterà lavare il basilico e pestarlo con aglio e pinoli.
Aggiungete un po' d'olio per pestarlo meglio e aggiungete a poco a poco il pecorino.
Mescolate con un cucchiaio aggiungendo l'olio fino a raggiungere la consistenza desiderata. A tal proposito, qui va molto a gusti.

Per quanto riguarda la pasta, mettete un paio di patate piccoline tagliate a cubetti nell'acqua e, se volete, anche una mangiata di fagiolini.
Le patate si cucineranno con la pasta e il loro amido aiuterà il sugo a legarsi con la pasta.
Non appena la pasta sarà pronta, scolate e mescolate al pesto.
Non vi resterà che mangiare.

Quello che, con questo post, vorrei dire... non è tanto il procedimento per fare il pesto.
Sono sicura che tutti voi lo sapete fare e magari l'avete anche già fatto.
Quello che mi preme comunicare è che è mille volte più sano un sughetto fatto con le nostre mani che quello che troviamo nel banco frigo al supermercato.
A volte, cucinare per conto nostro ci regala grande soddisfazione e può diventare un'attività rilassante al massimo.

Visto che questo blog, di norma, parla di viaggi e di mondi, racconterò di quella volta in Polonia.
Avevamo così tanta voglia di pesto ... io e i miei compagni di viaggio ... che ho viaggiato da Varsavia a Cracovia con un vasetto di basilico legato allo zaino.
Ne valse proprio la pena, se non altro per il profumo sparso per tutto il vagone del treno.

Pesto alla Genovese fatto in casa

venerdì 18 maggio 2012

Quando il tempo è poco, e la voglia pure

Jamie Oliver Food Revolution
Ci sono quelle sere in cui si torna a casa dal lavoro e il tempo per cucinare è quel che è e la voglia di farlo è essenzialmente sotto le scarpe.
Sono proprio quelle sere a farci scattare la voglia insana di dire (io per prima) "andiamo a prendere una pizza?" oppure "cinesino??"
Passi per la pizza ... che una margherita con mozzarella di bufala è una bontà divina ... ma per il resto, spesso, sarebbe meglio evitare. Anche per la salute essenziale del nostro portafoglio.
In quelle sere lì io cerco di far scattare la mia testolina. 
Apro il frigo e cerco di produrre qualcosa che, in primis, mi permetta di mangiare bene e che, in secondo luogo, mi permetta di non badare troppo alle pentole durante la preparazione e mi lasci godere la mia sana puntata giornaliera di Battlestar Galactica.
E' proprio quello che ci vuole: un cibo che va da solo mentre noi ci riposiamo.
Sembra fantascienza ma è realtà. Quello di cui vi racconto oggi sono le sane e santissime zuppe.
Che non fanno ospedale ma sono colorate, buone e piene di gusto.
Ero a Beaumaris, l'anno scorso, ed era una sera piovosissima.
Io e Gian ci siamo rifugiati in un posticino verso il molo. Il nostro unico intento era di riempire il pancino con qualcosa di caldo. E fu così che facemmo un incontro inaspettato.

Zuppa di Pomodori e Carote (molto spicy, se volete)

Vi serve quanto segue (per 4 persone):

  • 2 pomodori "cuore di bue" di media grandezza
  • una cipolla bianca
  • 4 carote
  • sale e pepe q.b.
  • se volete ... un bel po' di curry
Come potete notare dagli ingredienti, questa zuppa potrebbe essere una di quelle cose da fare quando il frigo si sente triste, solo, vuoto e desolato
La preparazione è semplicissima e non vi porterà via più di 5 minuti. E dico davvero 5 minuti.
Tagliate tutta la verdura a pezzettoni e mettetela in una casseruola capiente.
Aggiungete acqua fredda fino a coprire per bene tutta la verdura.
Mettete sul fuoco e lasciate andare per circa mezz'oretta.
In quella mezz'ora vi fate la doccia, l'aperitivo, vi riposate o fate quello che volete.
Dopo mezz'ora controllate che la verdura sia ben lessata (provate a schiacciare una carota con una forchetta). Prendete il vostro frullatore ad immersione e tritate tutto senza pietà.
Ne risulterà una crema pomodorosa molto profumata.
Aggiustate di sale e pepe e, se volete, aggiungete del curry per renderla più gustosa e piccante.

A piacere potete aggiungere anche qualche foglia di basilico.

Questa zuppa è ottima calda ma fredda è buonissima.
E' una perfetta proposta per quando non avete voglia di cucinare ma la voglia di mangiare bene vi tiene ancorati alla nostra sana verdurina.

Se non vi vanno Pomodori e Carote, potete effettuare lo stesso procedimento, tralasciando la cipolla, con porri e patate. Risulterà una zuppa un po' più farinosa e densa.
Ottima e perfetta per l'autunno è quella fatta con la zucca, le patate e le cipolle. Un po' dolcina e per questo può essere nuovamente bilanciata con il curry.

mercoledì 16 maggio 2012

Pranzo domenicale home made in 45 minuti


Allora ... ci siamo. Ecco una riccettina buona e liffa e totally natural.
Capita che ci siano domeniche come quella appena passata e capita che il morale non sia il massimo e cucinare aiuta. Almeno me.
Capita anche di avere 5 Kg di patate da finire sicché, cosa c'è di meglio di un piatto di gnocchi?
Lessi una volta da qualche parte che gli gnocchi sono più bassi di calorie rispetto alla pasta.
Ma di questo poco importa.
Ciò che importa è che gli gnocchi fatti in casa sono buoni, gustosi, riempiono il pancino e donano il sorriso.
Gli gnocchi home made sono una bellissima attività da fare se avete dei bimbi.
Io ho imparato dalla mia nonna... e mi divertivo da matti farli con lei.

First of all, bollite le patate. Io conto sempre una patata medio-grande per persona.
Mi scuso fin da ora per le dosi ma io, come la mia nonna, vado ad occhio ma mi sforzerò per darvi un'indicazione sommaria.
Una volta bollite le patate, schiacciatele e mescolatele con un uovo, del sale e del pepe.
Mescolate tutto per bene fino a far sembrare il tutto quasi un purè e poi cominciate ad aggiungere la farina.
Io vado a manciate: comincio con una e vado avanti finché l'impasto mi sembra malleabile.




Cercate di raggiungere una consistenza tra il malleabile e l'appena appena "forse ho messo troppa farina".
Una volta fatto questo, cominciate a fare dei serpentelli di impasto per poi tagliarli della grandezza che più vi aggrada. E in questo i bimbi sono maestri.

Lasciate riposare gli gnocchi almeno un'oretta prima di buttarli in abbondate acqua salata.

Nel frattempo... creaiamo un sughetto super buono.
Soffriggette con quello che più vi piace uno spicchio di aglio fresco.

Nel frattempo tagliate i pomodorini datterini a metà e "smembrate" con le mani un paio di salsicce.
Badate bene... salsicce a Km 0 e prese dal macellaio.
Buttate nel soffritto tutto... salsicchia e pomodorini... aggiustate di sale e pepe (occhio alla salsiccia, assaggiatela prima!) e lasciate cucinare a fuoco vivo per 5 minuti.
I pomodori rilasceranno la loro bella polpa e acqua ... in quel momento coprite e lasciate andare a fuoco lento per almeno un quarto d'ora.
Nel frattempo fate bollire l'acqua e salatela.
Meglio usare una pentola bella grande: gli gnocchi devono nuotare (come in generale la pasta fresca).
Poco prima di buttare gli gnocchi nell'acqua, togliete l'aglio dal sugo e lasciate andare il sugo senza coperchio in modo che addensi un po'.
Gli gnocchi ci mettono meno di un minuto a venire a galla. Toglieteli dall'acqua con una schiumarola e buttateli direttamente nel sugo.
Infine spadellate e aggiungete del gran parmigiano.


Avrete composto un piatto home made pieno di gusto, cose buone e, essenzialmente veloce.
Io domenica non c'ho messo più di 45 minuti a fare tutto.
Ok, 45 minuti non sono pochi ma avete comunque il tempo di star fuori fino a mezzogiorno a bere aperitivi e riuscirete comunque ad essere a tavola per l'una.
Potete lessare le patate il giorno prima e fare gli gnocchi freschi il giorno stesso del pranzo!


Ingredienti usati: 
  • 3 Patate medio grandi
  • circa 250 gr di farina di grano duro
  • sale e pepe q.b.
  • 1 uovo
  • base per il soffritto a piacere
  • 500 gr almeno di pomodorini datterini
  • 2 salsicce non speziateù
  • parmigianoa piacere 
Vi ricordo l'evento di sabato e sotto con le vostre ricette! Le aspetto!! 

lunedì 7 maggio 2012

Food Revolution Day: cosa mi dite?


Come dicevamo qualche giorno fa, io e Gian siamo ambasciatori (che parolona) per il Food Revolution Day.

Tra il 17 e il 19 Maggio posteremo un tot di cose relative alla autocoltivazione su terrazzi piccolini (ma ben esposti!), sulla felicità di veder crescere le proprie piantine, sulla praticità di aver bisogno di prezzemolo e trovarlo sul balcone.
Oltre a ciò racconteremo qualche ricetta sfiziosa, liffa (piena di gusto) e facilmente affrontabile in giorni in cui il vostro capo vi ha calpestato la testa e qualcos'altro per ore e ore o in giorni in cui i vostri figli si dondolano alle parti più doloranti della vostra vita creandovi scompensi universali.
Hai 8 kg di bucato sta stendere? Niente male... ma una cena home made è sempre meglio che quei saltellanti sacchettini che escono dal freezer.
Alzo la mano e lo ammetto... anch'io a volte cedo alla velocità di un pasto pronto... ma, non so voi, io dopo ho gli incubi.

Sicché, siccome so che siete delle gran belle persone (li sentite i violini?) volevo chiedervi se vi va di aiutarci.

Cucinate qualcosa di vostro e totalmente vostro... magari anche ben radicato nella tradizione della vostra famiglia o del luogo dove vivete. Badate bene, dev'essere sano ma non dietetico. Non è di regimi dimagranti che parliamo bensì dell'importanza di recuperare la genuinità del cibo fatto con le proprie mani in modo da insegnare che il puré non nasce sullo scaffale di un supermercato e per far capire che la pizza fatta in casa è regina mentre quelle surgelate sono un niente.
E' fondamentale che non usiate niente di già elaborato come, ad esempio, la pastasfoglia che si trova in rotolini al supermercato. Non vi chiedo di fare la pasta all'uovo (per quella ci pensiamo io e Gian in prossimità del 19/05) ma cercate di partire dalla materia prima e trasformatela voi.
La soddisfazione e la genuinità sono garantite.

Appuntatevi ingredienti  e procedimenti.
Scattate delle foto delle varie fasi.
E poi? Beh... poi mi mandate tutto alla mail giovysvizzera [at] gmail [dot] com.
Aggiungerò alcune delle vostre opere alle ricette che posterò per il Food Revoution Day.

Il nostro è nato per essere un blogging event ma se vi andasse di cucinare con noi... questo è l'evento che abbiamo creato!

Siete pronti a creare qualcosa di buonissimo? Dai dai ... lo so che sapete cucinare!
E per qualsiasi consiglio su orti, verdure home made e dintorni ... chiedete a Gian.

mercoledì 2 maggio 2012

Food Revolution Day: We Are In!

Eccola qui la novità di Maggio.

Diciamocela tutta: in Italia siamo molto fortunati perché frutta e verdura fanno parte della nostra cultura culinaria da moltissimo tempo e praticamente non facciamo nemmeno tempo a nascere che sappiamo già che cosa sono le zucchine o li spinaci buonissimi.
Ovvio, quando siamo bimbi poi la roba verde ci schifa e ci schifano anche le carote, anche se sono arancioni.
Ma le nostre mamme, nonne, zie, maestre o tate se le inventano di ogni per farcele mangiare.
Premesso e concesso che ci sono ancora delle verdure che, alla mia veneranda età di 34 anni, mi schifano ancora (il cavolo non lo mangio... no ... però i broccoli sì), sono pienamente cosciente di essere fortunata perchè per trovare il meglio del meglio della gastronomia verdurifera e sana mi basta girare l'angolo.
A questo aggiungiamo la fanstastica bellezza della tipica cucina regionale italiana ... beh... praticamente andiamo a nozze con un modo di mangiare e cucinare praticamente divino.
Detto ciò, la sottoscritta e il suo compagno Gian si faranno portavoce del Food Revolution Day promosso dal grande Jamie Oliver che si terrà il 19 Maggio 2012.

Beh, cosa combineremo?

Il nostro sarà un Food Revolution Blogging Event e, nel giorno prefisso e nei due precenti, posteremo e racconteremo ricette buone, sfiziose, piene di gusto e totalmente naturali.
Gian vi racconterà come si crea un orto in un terrazzino piccolino e vi parlerà inoltre della praticità, bellezza e genuinità di avere erbe aromatiche, e non solo, sul terrazzo.
Io mi occuperò assieme a lui della cucina e dedicheremo un po' di tempo a raccontare come certi piatti pratici, veloci e buonissimi possano essere realizzati anche dopo una giornata di intenso lavoro a scapito di cibi pronti e fast food di ogni genere.

Vogliamo dare il nostro contributo, seppur piccolino, ad un'idea che è quella più semplice ma più importante al mondo: a livello culinario stiamo andando nella direzione sbagliata. Lasciamo perdere gli artifici e le cose già fatte e torniamo a far andare le nostre grandi o piccole mani.
La cucina è davvero per tutti. E le cose buone spesso richieno solo 10 minuti o poco più del nostro tempo e pochissimi Euro rispetto a cibi già pronti.

Quindi ... restate nei paraggi di questo blog e nei paraggi del blog di Gian che si chiama Chamerion.

Ci concentreremo sui post relativi al Food Revolution Day dal 17 al 19 Maggio.
Ma non è detto che salti fuori qualcos'altro in altri giorni.

Infondo il cibo è un mezzo per viaggiare nel mondo nel modo più comodo possibile.
Infondo il cibo è quel qualcosa che, allo stesso tempo, alimenta e assopisce la nostalgia di un luogo che abbiamo nel cuore.

Stan up for real food!
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